samedi 20 octobre 2007

Workshop di Canto Difonico a cura del M° Tran Quang Hai, Venezia 2005

Comunicato stampa
(Pdf 88 Kb)
Musica dal Vietnam
Workshop di Canto Difonico a cura del M° Tran Quang Hai
14 - 16 ottobre 2005
Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore14 – 16 ottobre 2005 14.00 - 18.00Anche quest’anno l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini organizza il tradizionale workshop di canto difonico a cura del Maestro vietnamita Tran Quang Hai. Dal 14 al 16 ottobre gli allievi del Seminario studieranno aspetti teorici e pratici dell’antica pratica musicale in cui una sola persona canta a due voci emettendo un suono grave laringeo cui si sovrappongono suoni melodici. Il corso è aperto ad allievi principianti e di livello avanzato.Il canto difonico è un’antica tecnica musicale che utilizza la voce come strumento. Mediante una particolare respirazione e posizione del cavo oro-faringeo, l’interprete riesce ad emettere contemporaneamente due suoni distinti, uno grave continuo ed uno più acuto, melodico. Proveniente da una famiglia di musicisti da cinque generazioni e figlio di Tran Van Khe, tra i maggiori studiosi di musica vietnamita, Tran Quang Hai è un noto musicista ed uno dei più grandi interpreti di canto difonico del mondo. Nato nel Vietnam del Sud nel 1944, ha studiato al Conservatorio di Saigon e quindi in Francia, presso il Centre d’Etudes de Musique Orientale di Parigi. Dal 1968 fa parte del gruppo di ricerca del CNRS – Dipartimento di musicologia presso il Musée de l’Homme di Parigi. Raffinato interprete delle tradizioni musicali dell’Estremo Oriente su strumenti tipici di vari paesi, Tran Quang Hai è stato maestro di Demetrio Stratos e David Hykes. E’ inoltre compositore, autore e curatore di saggi, documentari e dischi. Dal 1969 si dedica allo studio etnomusicologico e fisiologico del Canto Difonico, e ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per la sua attività scientifica e musicale. Il costo di iscrizione è di Euro 80,00 da versarsi direttamente alla Segreteria dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati il giorno d’inizio dei corsi.Informazioni e iscrizioni:Istituto Interculturale di Studi Musicali ComparatiFondazione Giorgio Cini onlustel. 041 5230555fax 041 5238540e-mail: musica.comparata@cini.it
www.cini.it

http://www2.cini.it/italiano/attivita/stampa/stampa.php?ideventi=&idstampa=71

TRAN QUAN HAI & BACH YEN VIETNAM / Musica dei Popoli

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TRAN QUAN HAI & BACH YEN VIETNAM
Discendente da una famiglia di musicisti da cinque generazioni Tran Quang Hai, nato in Vietnam nel 1944, è uno dei più grandi specialisti di canto difonico (tecnica vocale caratterizzata dalla produzione simultanea di due suoni), con oltre 2500 concerti in 50 paesi e numerosi premi all’attivo. Ha studiato al Conservatorio Nazionale di Musica di Saigon prima di arrivare in Francia nel 1961 dove ha studiato teoria e pratica della musica orientale con il padre, Tran Van Khe, presso il Centre d’Etudes de Musique Orientale di Parigi. Dal 1968 ha collaborato con il CNRS e attualmente lavora al Dipartimento di Etnomusicologia del Musée de l’Homme (Parigi). Dal 1988 al 1995 è stato docente di musica del Sud-est asiatico presso l’Università di Parigi X - Nanterre. Tran Quang Hai è un raffinato interprete delle tradizioni musicali dell’Estremo Oriente su strumenti tipici del Vietnam, Cina, India, Iran, Indonesia, tra cui: la cetra a sedici corde dan tranh, il violino a due corde dan co, i cucchiai muong, lo scacciapensieri dan moi e le monete sinh tièn. Bach Yen (“Bianca Rondine”) è nata nel Delta del Mekong nel Vietnam del Sud. A fianco di Tran Quang Hai ha partecipato a più di 2000 recitals e concerti nei cinque continenti. Insieme hanno composto sette album, uno dei quali ha ottenuto il Gran Premio del Disco dall’Accademia Charles Cros nel 1983.

Musica dei Popoli 1993
http://www.musicadeipopoli.com/index.php?mdp/area07/art255

Tran Quang Hai /Suoni dal Mondo 2003

ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO
CIMESCentro di musica e spettacolo
SUONI DAL MONDO 2003
L'ARTE DELLA VOCE
Sabato 8 NovembreDomenica 9 Novembre
TRAN QUANG HAI
Il canto degli armonici e la musica del Vietnam

Proveniente da una famiglia di cinque generazioni di musicisti, Tran Quang Hai, nato nel 1944, si è diplomato al Conservatorio di Saigon prima di trasferirsi in Francia per studiare la teoria e la pratica della musica orientale con suo padre, Tran Van Khe, al Centro di Musica Orientale di Parigi. Polistrumentista, suona più di quindici strumenti di paesi diversi tra cui il dan tranh, una cetra vietnamita a sedici corde metalliche, il dan co (violino a due corde) e il sinh tien ( particolare strumento a percussione). Negli anni ’70 ha fatto proprie le tecniche del khoomeilakh, il cosiddetto "canto degli armonici" praticato a Tuva e in Mongolia, che ha illustrato nel film "Le chant des armoniques" e di cui ha diffuso la pratica nel mondo occidentale.
Il khoomeilakh - un tipo di canto poco usuale per la sua estrema difficoltà - comporta la produzione contemporanea di due suoni (da cui il nome di "difonia" o "bifonia"): l’esecutore tende i muscoli e gonfia le guance emettendo un suono basso ricco di armonici che ricorda il suono di uno scacciapensieri. Isolando e mettendo in evidenza suoni armonici diversi attraverso la variazione della pressione dell’aria nella gola e della posizione della lingua, il cantante riesce ad eseguire una vera e propria melodia su un suono fisso (il suono di "bordone"). Propria degli esecutori mongoli, verso la fine degli anni ’60 questa pratica vocale divenne oggetto di grande interesse per musicologi, antropologi, studiosi di acustica, compositori occidentali in Europa e negli Stati Uniti. Questo portò sia allo sviluppo degli studi scientifici sull’argomento, sia alla diffusione di questa tecnica in ambiti musicali molto diversi tra loro come il jazz, il rock, il pop e la musica delle avanguardie musicali.
Tran Quang Hai è il maggiore studioso e il più grande specialista in questa pratica vocale, che ha portato in tutto il mondo partecipando come solista a festival internazionali e concerti in oltre cinquanta paesi. È stato anche maestro di Junko Ueda e nel corso del concerto si esibirà insieme a lei nel canto degli armonici.
Presentazione

Concerti

Film

Conferenze

Laboratori

Informazioni

Dipartimento di Musica e Spettacolo

Suoni dal Mondo: edizioni precedenti

CIMES

http://www.muspe.unibo.it/cimes/sdm/2003/quang.htm

Tran Quang Hai , bio in italian

Tran Quang Hai

Scritto da VoiceArt
giovedì 11 ottobre 2007
TranQuang Hai Categoria: World Music / ExperimentalProvenienza: Vietnam / Franciasito web
Viene da una famiglia di musicisti da cinque generazioni.Il padre Tran Van Khe, noto musicista, è tra i maggiori studiosi di musica vietnamita.Tran Quang Hai, nato nel Vietnam del Sud, ha studiato al Conservatorio di Saigon e quindi in Francia presso il Centre d’Etudes de Musique Orientale di Parigi; dal 1968 fa parte del gruppo di ricerca del CNRS - dipartimento di musicologia presso il Musée de l'Homme di Parigi.Questo artista è un raffinato interprete delle tradizioni musicali dell'Estremo Oriente su strumenti tipici di vari paesi. Egli è inoltre compositore, autore e curatore di numerose pubblicazioni (saggi, documentari, dischi).Per la sua attività scientifica e musicale ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Ha partecipato con successo a “Les Tambours 89” di Yves Herwan-Chotard in l’occasione del Bicentenario della Rivoluzione Francese, a “La Composition Française” di Nicolas Frize 1991 al Festival di Saint Denis e al Festival Internazionale “Chant de Gorge Khoomei” a Kyzyl e Tuva nel 1995.Da ricordare anche il Film etnomusicologico di Hugo Zemp e Tran Quang Hai “Le Chant Des Harmoniques” (1989) premiato in quattro manifestazioni internazionali.Da molti anni si dedica allo studio etnomusicologico e fisiologico del Canto Difonico.
http://www.voiceart.net/va_new//index.php?option=com_content&task=view&id=374&Itemid=1

jeudi 4 octobre 2007

Jazz Band "TIM GIO" (Chercher le Vent) au théâter LE TRITON, Les Lilas, 3 octobre 2007






Le Jazz Band "TIM GIO" a donné un concert avec grand succès au Théâtre LE TRITON, Les Lilas, banlieue proche de Paris. Il continue à donner d'autres concerts en Bretagne, puis à Toulouse et à Montpellier jusqu'au 14 octobre 2007.
Voici quelques photos prises lors du concert du 3 octobre 2007.

Pour les autes photos , cliquez sur ce lien:
http://tranquanghai.multiply.com/photos/album/98

mardi 2 octobre 2007

Regards Comparés/ Musiques en lieux d'Islam



REGARDS COMPARES / MUSIQUES EN LIEUX D'ISLAM
17-21 Octobre 2007
Entrée libre
Musée de l'Homme - Salle Jean Rouch - 17 Place du Trocadéro 75116 Paris
Tél: 01 47 04 38 20 - www.comite-film-ethno.net
mail: cfe@mnhn.fr

Le Comité du Film Ethnographique organise une nouvelle édition des Regards Comparés consacrée aux « Musiques en lieux d’Islam », avec la collaboration du musée de l’Homme, du CNRS et de l’École des Hautes Études en Sciences Sociales.

Cette manifestation souhaite confronter les différents regards cinématographiques portés par des voyageurs, des géographes, des anthropologues, des cinéastes, des amateurs...
Les projections seront accompagnées de discussions auxquelles les spectateurs sont largement conviés à participer.

L’invitation à porter nos regards sur les musiques en lieux d’Islam ne relève pas d’un paradoxe. Les écritures cinématographiques ou vidéographiques nous donnent à voir et à entendre, jusqu’aux points limites, ces instants où les sons, où les dispositions mélodiques s’imposent et subvertissent les lumières et les formes projetées. Musiques et images alternent, se chevauchent, s’assemblent, fusionnent et produisent des représentations du monde, des hommes, des sociétés, des conceptions de l’invisible, de l’inaccessible sacré. Constructions originales attachées à représenter ou porteuses d’illusions, de chimères du réel, échos d’une époque et ombres projetées des réalités humaines, musiques et images naviguent sur le sensible et l’intelligence, elles nous introduisent brutalement ou insidieusement dans des univers pluridimensionnels, entre raison et émotions.
Une fois créées, puis mémorisées et interprétées, les musiques donnent l’illusion de vivre par elles-mêmes, de se détacher du concret. Formes abstraites universelles et cependant multiples, voire même irréductibles l’une à l’autre, comme le sont parfois les musiques dites savantes opposées à celles stigmatisées comme populaires, elles s’imposent à tous les âges de la vie et investissent tous les espaces fréquentés par les hommes. Icônes sonores de l’Histoire, elles sont tout autant enracinées dans la matérialité des savoirs techniques, ceux qui président à la fabrication des instruments, que projetées dans les représentations des ordres sociaux, dans la construction des univers religieux, à moins qu’elles ne deviennent un temps vecteurs ou pour le moins emblèmes des transformations politiques et sociales. Les musiques, tout comme les danses, les postures et les spectacles du corps, s’insèrent dans la vision somme toute utopique du « fait social total ». Elles figurent et modulent des mémoires, évoluent dans des traditions culturelles, se transforment au gré des nomadismes, des échanges, des rencontres, des conquêtes et des soumissions. Subordonnées à leurs propres dynamiques instruites par la nature même du son, phénomène physique modelé par la culture et l’imagination, et par les palettes instrumentales dont la voix et les bruits de la nature et du quotidien sont les premières touches, les musiques accompagnent pratiquement toutes les manifestations humaines et représentent la société. À ce titre, elles peuvent devenir un enjeu de pouvoir et être placées au cœur de l’action politique revêtue ou non des parures du religieux.
Certaines des réalisations historiques des mondes devenus musulmans ont traité ou traitent encore de la question musicale dans une perspective réformiste de contrôle, de normalisation éthique, de négation de la diversité humaine au profit d’un idéal type religieusement fondé. Les implications politiques sont en partie connues, bien que trop souvent au filtre d’arguments politiquement corrects, mais il convient de remarquer que cette récurrence de la négation de la diversité culturelle (ce qui est commun à nombre de contextes religieux différents) produit aussi des effets inverses à l’objectif visé en suscitant des résistances, en favorisant l’émergence de nouvelles musiques, ou en redonnant vie à des expressions musicales anciennes. Les musiques participent alors aux duels opposant des formations politiques qu’elles soient détentrices de pouvoir de gouvernement ou résistantes, à tous les niveaux, ceux des revendications culturelles, ceux de l’exigence de libertés comme ceux des combats contre les inégalités et les ségrégations. Les lieux d’islam sont multiples. Ils concernent évidemment des régions ou des pays où la religion musulmane est acceptée par la très grande majorité, mais aussi des sociétés où elle est minoritaire. L’extension et la dispersion de ces lieux imposent une diversité culturelle foisonnante. Les musiques sont bien évidemment des expressions remarquables de cette richesse. Les instruments, les techniques, les langues, les motifs, les mélodies s’offrent à la comparaison, à la réflexion sur les permanences et le mouvement. Les angles d’approches de ces musiques en lieux d’islam sont aussi variés que les domaines sociaux et culturels. Ici les « regards comparés » trouvent idéalement matières où s’exercer. Nombres de registres peuvent être retenus, ceux définis par les instruments musicaux, par la position de la voix et du chant, ceux exprimant des identités culturelles fortes, ceux délimitant les domaines du sacré et des expériences religieuses, ceux explorant les rapports sociaux, les tensions politiques, les recouvrements culturels, les cohabitations religieuses, les expériences des mondialisations….
Images et sons, religieux et profane, dynamiques et permanences, matières et pensées, voici sur un fond d’islam quelques paires d’oppositions qui méritent nos regards comparés pour être subverties en nous ouvrant au bonheur d’entendre et de voir, à la faculté d’entrevoir.
Jean-Claude Penrad (E.H.E.S.S., Paris)



© Comité du film Ethnographique 2001-2006

lundi 1 octobre 2007

3rd Doromb Festival, Kecskemet, Hungary , 21 - 23 september 2007

3rd Doromb Festival, Kecskemet, Hungary , 21 - 23 september 2007Oct 1, '07 2:15 AM
for everyone
2nd day of the Festival . Leo, Aron, Kim, TQHai





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